Esistono tanti tipi di violenza: tu sai distinguerli?

Scritto il 15 Aprile 2011 in Approfondimenti
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Ecco in dettaglio la definizione dei pincipali tipi di violenza:

  • violenza sessuale (stupro, tentato stupro, molestie)
  • violenza fisica, (botte, ferite, omicidio)
  • violenza psicologica e verbale (minacce, ricatti, denigrazioni, svalutazioni)
  • violenza economica ( privazione di fondi e risorse).

VIOLENZA FISICA
Si definisce qualsiasi atto fisico dalle percosse, per esempio lo schiaffo, che non va mai sottovalutato, alle lesioni. Ogni persona ha un proprio confine fisico, rappresentato dalla nostra pelle. Questo confine è molto importante anche dal punto di vista emotivo. Ogni sconfinamento che non avvenga con il nostro consenso, ancora più se attuato con la forza, è una grave offesa.

E’ violenza fisica: spingere, mordere, strattonare, causare bruciature di sigarette, impedire di muovere trattenendo, tirare calci, pugni, impedire di mangiare, strappare i capelli, rompere o danneggiare oggetti nella vicinanza della vittima, tagliare i vestiti, picchiare, essere chiusi in una stanza o fuori casa, prendere per il collo, essere tenuti forzatamente svegli, schiaffeggiare,  essere minacciati con un’arma.

VIOLENZA PSICOLOGICA
Un’ insieme di comportamenti che hanno come obiettivo quello di ledere la dignità della persona e d’indebolirla:
il rifiutare, inteso come azione di non ascolto, di non accettazione e di rifiuto.
L’isolare inteso come gesto di separazione volto a non consentire interazioni o relazioni con l’esterno.
L’intimorire come azione che crea paure per mezzo di minacce violente.
In particolare l’ISOLAMENTO è
impedire di : lavorare,  andare a scuola,  andare nei luoghi di culto,  incontrare gli amici e/o i membri della famiglia, chiudersi alla comunicazione e rifiutare l’ascolto, sottrarre i documenti d’identità, controllare la posta, isolare in casa senza telefono, privare dei mezzi di locomozione (etc.).

E’ violenza psicologica: spaventare con gesti, sguardi e parole,  denigrare ed umiliare, minacciare di violenza fisica o di morte il partner, chiudersi alla comunicazione e rifiutare d’ascoltare, minacciare di far violenza ad altri familiari e/o ai figli,  essere sarcastici, deridere, disprezzare, mortificare, minacciare di fare violenza agli animali domestici, imitare la libertà personale, danneggiare gli oggetti personali di valore affettivo peril patner,  minacciare il suicidio o di farsi male, ricattare, compiere atti d’infedeltà e vantarsene, insultare, costringere a sopportare la presenza dell’amante nel domicilio coniugale, colpevolizzare in pubblico e in privato,  perseguitare per iscritto o per telefono, pedinare e inseguire (stalking), ridicolizzare e svalutare in modo continuo.

VIOLENZA SESSUALE
Qualsiasi gesto fisico, visivo, verbale o sessuale vissuto da una donna e/o da un bambino che, sia nel momento stesso in cui avviene sia dopo, viene vissuto come una minaccia, un’ invasione o un attacco e che ha l’effetto di ferirla/o, umiliarla/o toglierle/gli la sua capacità di controllare il contatto intimo.

E’ violenza sessuale:  costringere al rapporto sessuale dopo aver picchiato e/o umiliato la donna, costringere al rapporto sessuale con la forza o con i ricatti, imporre pratiche indesiderate, costringere a utilizzare materiale pornografico o ad avere rapporti sessuali in presenza o con altre persone, imporre rapporti che implicano il far male fisicamente e/o psicologicamente.

VIOLENZA ECONOMICA
Qualsiasi azione che crea un comportamento di dipendenza economica della donna nei confronti dell’ uomo o viceversa.  Nel caso in cui la donna o l’uomo  lavorino: mettere in atto delle strategie sul luogo di lavoro che porteranno al licenziamento degli stessi. Nel caso in cui la donna o l’uomo  cerchino lavoro:  accrescere il suo senso di disistima per evitare che si proponga per eventuali posti di lavoro (partecipazione a concorsi, invio curricula etc.).

E’ violenza economica:  vietare,  ostacolare o boicottare l’accesso ad un lavoro fuori casa, sfruttare la donna come forza lavoro nell’azienda familiare (contadina, turistica, artigiana, ecc.)  senza alcuna retribuzione nè potere decisionale o accesso ai mezzi finanziari,  privare dello stipendio o controllarlo,  appropriarsi dei proventi del lavoro della donna ed usarli a proprio vantaggio,  controllare la gestione della vita quotidiana,  indebitare la/il  patnerper far fronte alle proprie inadempienze,
controllare o limitare l’accesso alle finanze familiari (conti in banca o altre finanze), attuare ogni forma di tutela giuridica, anche preventiva, a esclusivo proprio vantaggio e a danno del patne (intestazione d’immobili o d’attività produttive), non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti da leggi e sentenze.