STALKING, quali comportamenti sono definibili con questo termine?

Scritto il 14 Aprile 2011 in Approfondimenti
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Sotto il profilo etimologico, in lingua inglese, è definito stalker il cacciatore (dalla traduzione letterale del termine di derivazione inglese) che si apposta per lunghe ore, nell’ attesa di poter irretire od uccidere la preda.

Alcuni studi compiuti su questo fenomeno hanno distinto tre categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking.

–  COMUNICAZIONI INTRUSIVE: includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi (anche se in forme coatte o dipendenti) che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I metodi di persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di comunicazione con l’ausilio di strumenti come telefono, lettere, sms, mms, e-mail o perfino graffiti o murales.

–  CONTATTI: possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo diretto, quali ad esempio raccogliere informazioni sulla vittima e sui suoi movimenti, spiare, pedinare o sorvegliare, che mediante comportamenti di confronto diretto , quali violazioni di domicilio, visite sul luogo di lavoro, minacce, aggressioni violenza fisica e sessuale di diversa entità, fino ad arrivare a comportamenti estremi come tentato omicidio ed omicidio.

–  COMPORTAMENTI ASSOCIATI:consistono nell’ordine o cancellazione di beni e servizi a carico della vittima, al fine di danneggiarla o intimidirla, far recapitare cibo o altri oggetti all’indirizzo della vittima anche a tarda notte, oppure la cancellazione di servizi quali l’elettricità o la carta di credito all’insaputa della vittima.